Velvet

L’ABITO e’ una seconda pelle che non ha età, trend o stagioni. La libertà irrobustisce la moda. Ogni tanto, prendersi una pausa dalla moda fa bene. Fuggire dalle sfilate, disertare le tendenze, deludere le aspettative. Per togliersi uno sfizio e dire di no. Con una camicia bianca su misura, un abito tagliato sul proprio corpo o un tubino con spolverino abbinato fatti da un sarto. “Quando si parla di sartoria tutti sentono puzza di vecchio” dice Luigi Zolin, ex collaboratore di Yves Saint Laurent e Givenchy, oggi titolare della boutique per abiti su misura a Sandrigo (VI) che porta il suo nome. << Invece e’ esattamente il contrario. E’ un atto di libertà che fa bene alla moda e a se stessi. Alla base c’e’ un malinteso: dall’inizio del secolo scorso, infatti, i sarti sono nati copiando l’haute couture. Oggi, pero,’ e’ tutta un’altra storia: si cerca la personalità, il pezzo unico, l’ “umanità” dell’abito. Come se fosse un compagno che ci starà vicino per sempre, che crescerà con noi >>. Indispensabile l’artigianalità, ovvero quelle famose “piccole mani” che, dal cartamodello alla prova finale, rendono possibile il miracolo. Che, ultimamente e’ a corto di manodopera. << C’e’ una grande ritorno del su misura >>, confermano alla Camiceria Tiziano, punto di riferimento storico a Milano dal 1946, “mancano pero’ i sarti e scarseggiano le scuole dove i giovani possono imparare. E’ un peccato, perche’ il settore e’ in crescita e la richiesta costante”. Senza dimenticare che il prodotto finale e’ una piccola opera d’arte, una seconda pelle che non conosce età o stagioni. E neppure occasioni sbagliate. (S.M.)