Scenografie in verde

Inaugurata un anno e mezzo fa a Sandrigo, in Veneto, la bottega di Luigi Zolin non e’ un negozio di fiori, ma l’atelier di uno scenografo del verde, come lui si definisce ironicamente. Dopo anni di creazioni haute-couture ora, per gioco e per passione, ha riscoperto la poesia della campagna e crea composizioni coniugando piante ed elementi di arredo. E le sue vetrine fanno tendenza. A Sandrigo, piccolo centro della campagna vicentina, gli allestimenti floreali di Luigi Zolin hanno fatto notizia. E oggi, a un anno e mezzo dall’inaugurazione della sua piccola bottega di verde, gli appassionati arrivano per i suoi centritavola anche da molto lontano. E pensare che lo stilista, che da sempre si occupa di arredamento e haute-couture, si e’ inventato questo negozio dopo anni di insistenza delle affezionate clienti del suo atelier d’abbigliamento (a pochi metri di distanza), avide di consigli anche in materia di verde…..Il suo biglietto da visita e’ una vetrina semplice:<< per le composizioni adotto la stessa filosofia che ho per gli abiti: estrema pulizia. Bisogna saper togliere anziche’ mettere. E non seguo mai le mode >>, afferma convinto. Lui, che dopo una lunga vita professionale spesa fra Londra, Parigi e New York, coniuga ora gli elementi del design moderno e l’amore romantico per la terra natia, perche’ << oltre al nuovo, c’e’ bisogno di oggetti familiari, della tradizione, rassicuranti >>. Cosi’, all’insegna di una audace semplicità degli allestimenti, i fiori dividono il negozio con arredi su misura e oggetti di recupero, titoli stranieri d’arte giardiniera e porcellane, tessuti naturali, candele, vasi, e la tavola di legno d’abete naturale sempre apparecchiata con uno charme che nasce spontaneamente. << Per me il bianco e il verde sono irrinunciabili >>, confida senza remore Zolin, che ha voluto rivestire il negozio con assi di legno di abete verniciati proprio di bianco. << Una tinta che non stanca >>, e che qui veste anche le porcellane e i fiori. Il verde invece, e’ nelle fronde utilizzate per i mazzi, come gli equiseti o i rami di pino, e nelle piante d’appartamento cadute in disuso e ora riscoperte in una nuova eleganza: << Mi piacciono le specie piu’ semplici, che sono state un po’ banalizzate e oggi non si vedono piu’ nei negozi di fiori. Per esempio le felci, l’edera, le ortensie…>>. Anche nella sperimentazione floreale, infatti, Zolin e’ sempre alla ricerca di una storia.

<< Il verde sulla tavola non deve mai mancare >>, raccomanda Luigi Zolin, “ fa parte della quotidianità”. Come non sbagliare ? “utilizzando cose semplici. Non orchidee o specie importanti, ma varietà fiorite nel giardino di casa e rami colti in campagna, in sintonia con la stagione: anche solo tre foglie di vite sulla tovaglia possono bastare….E coordinando apparecchiature e piante: come centrotavola informale va bene un’ortensia in una scodella. Poi, se si fa da soli e’ meglio utilizzare una specie unica, per evitare accostamenti poco armoniosi”.